A proposito di BES

Oggi volevo parlare brevemente di un argomento che mi sta particolarmente a cuore perché è dai tempi dell’università (ormai più di venti anni fa) che mi appassiona la tematica macroeconomica della ricchezza delle nazioni.
Giusto per fare il punto a riguardo, vorrei citare tra tutti il primo economista della storia che ha parlato dell’argomento, Adam Smith, nel suo famosissimo trattato “La ricchezza delle Nazioni”. Assieme a Marx e Keynes, sono stati i precursori di un novo modo di interpretare l’economia all’indomani di eventi storici che rivoluzionarono la Geografia politica ed economica del pianeta.

Sin da quei tempi ci si è sempre interrogati su come valutare la ricchezza delle nazioni. Oggi noi parliamo di PIL, Spread, Differenziale, Debito Pubblico, BOT, CCT, ma soprattutto “I MERCATI FINANZIARI”, ma difficilmente si sente parlare di felicità e di benessere, di well-being. Dobbiamo però ricordarci una cosa fondamentale e cioè che l’economia, la finanza, il capitalismo che ormai è dato di fatto non sono fini a loro stessi, ma tutto ciò è sempre finalizzato al raggiungimento della felicità di noi umani che facciamo i conti con tante sfaccettature non solo materialistiche.
Uno dei libri più illuminanti che ho letto è stato “La misura sbagliata delle nostre vite. Perché il PIL non basta più per valutare benessere e progresso sociale “ di Amartya Sen, Joseph Stiglitz e Jean-Paul Fitoussi, Rizzoli, Milano, 2013. È davvero una lettura che consiglio a tutti perché chiarifica una volta per tutte che l’indicatore principale della nostra VERA RICCHEZZA non può essere solo un freddo dato economico e finanziario. Le nostre vite non possono dipendere dai mercati finanziari.

I mercati finanziari ci devono aiutare a vivere meglio tutti, nessuno escluso, ma non condizionare le nostre scelte di vita, di consumo, politiche ed economiche.
Ben venga quindi l’introduzione del così detto BES, il nuovo indicatore del Benessere delle persone letto dal punto di vista più umano e quindi mettendoci dentro una serie di dodici indicatori come l’ambiente, il clima e molto altro che influisce sulla nostra felicità.

Può il PIL essere l’unico indicatore del benessere del Cittadino?  Oppure si devono determinare altri indicatori che forniscano un quadro più esaustivo sullo stato delle Persone, superando il dato puramente economico?

Che i soldi non facciano la felicità è risaputa saggezza popolare. Il benessere trae vantaggio dall’aumento del prodotto interno lordo è innegabile, ma non coincide necessariamente con esso.

Non a caso, secondo il World Happiness Report; nel 2017 l’Italia rientrava nel 16% dei paesi più ricchi, ma era solo al 48° posto (su 155 paesi)!
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il prossimo 15 febbraio 2018, presenterà i dati del rapporto annuale BES poiché l’Italia include nella propria programmazione economica – oltre al PIL – indicatori di benessere equo e sostenibile.