Con la pentola accesa si rischia di rimanere “bolliti”

Come esseri umani siamo abituati a dare un senso al mondo, alla vita, alle cose che ci succedono raccontandoci delle storie. L’ultima parlava di un’economia sempre più globalizzata che, stretta al braccio di una politica sempre più liberale, ci avrebbe condotto lungo un sentiero fatto di crescita e di benessere per tutti. Così non è stato, questa storia manca di “lieto fine”.

Oggi […] la gente non crede più in questa storia e quando non hai una storia, non capisci più cosa sta succedendo. […] Penso che quella che stiamo vedendo sia l’immediata reazione umana: se qualcosa non funziona, torniamo indietro. E questo si vede dovunque, che all’interno del sistema politico di oggi quasi nessuno possiede alcun genere di visione orientata al futuro del destino dell’uomo. Praticamente in tutto il mondo, si vede una visione retrograda. […] Quindi le persone pensano ad un tempo perduto nel passato e quando accade è come perdersi in una grande città e dire – Ok, torniamo indietro fino al punto in cui ero sicuro e iniziamo da capo – Io non penso che questo funzioni, ma un sacco di gente, beh questo è il loro istinto primario. ( TED Dialogues – 02/2017 Yuval Noah Harari ). 

Ecco il senso di smarrimento e confusione propri dei nostri giorni. E’ onesta, semplice, quasi poetica la lettura di Harari, sicuramente calzante perché descrive oltre il sentimento di molti, il processo mentale che si attiva in periodi storici di grande disorientamento politico.

Non è certamente un segreto che da alcuni anni stiamo assistendo all’ascesa; costante e globale, di una nuova classe sociale, un gruppo di persone, anche piuttosto esiguo, nelle cui mani si concentra un potere enorme e con la capacità di influenzare smisuratamente la politica: i nuovi ricchi. Sostenuta dalla rivoluzione informatica e tecnologica e potenziata dal libero commercio, è venuta a costituirsi questa élite che con la compiacenza degli stati nazione, trucca a suo vantaggio le regole del gioco: de-tassazioni, deregolamentazioni dei servizi finanziari, maggiori privatizzazioni e diminuite tutele sindacali (farcite da banchieri parassiti e salvataggi milionari).

Negli ultimi 50 anni la disuguaglianza reddituale ha raggiunto livelli a dir poco imbarazzanti, catapultandoci in un mondo di “Dipendenti, clienti, consumatori” una gigantesca classe media pressata da ogni lato. Impoverita.

I salari corrisposti ai lavoratori dei paesi emergenti, lo sviluppo di intelligenze artificiali sempre più sofisticate e l’automazione nei processi produttivi hanno causato uno spostamento del reddito sempre più verso l’alto, verso il vertice. ingigantendo la porzione di individui costretti a lavori di servizio per i quali (paradosso) risultano fin troppo qualificati. *

Questa, così come altre problematiche odierne, sono diventate pertinenze globali che, alla stregua di quelle climatiche, necessitano di un approccio cooperativo extraterritoriale per essere contrastate. Non si tratta di negare quella forma di patriottismo che positivamente si traduce in oneri e onori verso il proprio paese di origine, ma di affrontare determinate questioni considerandole nella loro prospettiva internazionale e globale perché è sulla totalità degli individui che si riflettono le conseguenze.

Serve una democrazia attenta e vivace, serve che l’educazione civica “l’arte della cittadinanza” entri a pieno titolo nelle scuole e si trasformi in pratica. Insomma, servono significativi cambiamenti nel sistema politico e sociale, a new New Deal per evitare di finire tutti come rane bollite!

(TED Talk – L’ascesa globale dei nuovi super-ricchi – Chrystia Freeland)