L’IRAP come freno all’economia ed all’occupazione laziale

sviluppo per le piccole e medie imprese

Negli ultimi giorni vari esponenti delle diverse forze politiche hanno indicato nell’abbassamento dell’Irap (o la sua impossibile eliminazione proposta da Berlusconi) uno dei cammini da seguire per far ripartire le Piccole e Medie Imprese, con un discreto ritardo rispetto alla pubblicazione del programma partecipato per la Regione Lazio del Movimento Cinque Stelle che per primo tra le forze politiche aveva individuato questa soluzione.

L’Imposta Regionale sulle Attività Produttive è l’unica imposta carico delle imprese (con aliquote distinte anche per produttori agricoli, enti non commerciali, enti pubblici, banche ed assicurazioni) proporzionale al fatturato e non applicata all’utile di esercizio perché si basa nel valore della produzione netta delle imprese, in altre parole, il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria. E’ quindi una gabella che andando a colpire il reddito al lordo del costo del personale, grava in particolar modo su imprese ad alta intensità di manodopera riducendone la redditività ed aggrava la situazione economica di  imprese che sperimentano una perdita di esercizio.

Quello che il nostro programma propone è ridefinire le “aliquote in funzione della politica industriale regionale e in maniera da privilegiare i settori più innovativi, ad alto contenuto di occupazione. L’abbassamento dell’aliquota a 3.90%, con un punto percentuale meno di quanto attualmente stabilito, avrebbe sicuri benefici per la ripresa dell’economia e dell’occupazione laziale.

La domanda che solitamente accompagna qualsiasi proposta di diminuzione di imposte è: “dove prendere i soldi che non verranno introitati dalle casse pubbliche?”

La risposta  è stata a suo tempo parzialmente suggerita da Bondi. Basterebbe ridurre del 5% gli sprechi legati alla sanità pubblica per trovare i fondi necessari a garantire la liquidità pubblica.

Anche se l’abbassamento di questa bislacca imposta non rappresenta la panacea contro tutti i mali dell’economia e dell’occupazione laziale, è un significativo aiuto per tutte quelle imprese che tra mille difficoltà sono riuscite a non fallire, nonostante la totale assenza dello Stato e del settore creditizio.

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