Riflessioni sulla Democrazia Partecipativa

La democrazia è un sistema politico mutevole e insieme vulnerabile. Per rivitalizzarla oggi è indispensabile connettere rappresentanza e partecipazione, economia e politica, famiglia e istituzioni. 

(P. Ginsborg – La democrazia che non c’è)


Devo ringraziare Paul Ginsborg per aver suscitato in me curiosità; anzi, un profondo interesse, in tema di Democrazia Partecipativa. Rileggendo oggi  l’incipit di La democrazia che non c’è,  le sue parole continuano ad avere lo stesso fascino e la stessa lungimiranza scorta alla prima lettura. 

Le parole di Ginsborg risultano particolarmente affascinanti perché descrivono la soluzione ad una crisi complessa che le democrazie contemporanee stanno attraversando ormai da decenni. Penso alla crescente disaffezione dei cittadini alla vita politica, alla diminuzione della partecipazione elettorale, all’erosione della rappresentatività all’interno delle istituzioni e dei partiti politici ed alla conseguente e generalizzata sfiducia nei confronti di questi ultimi.

In questa “età della diffidenza” si rendono necessarie; una seria riflessione sui problemi e sui limiti della democrazia rappresentativa, ma anche un attento studio del variegato panorama di proposte finalizzate a dare plausibili risposte in merito ai punti critici del suo funzionamento. 

Fornire una risposta incisiva agli “intoppi” (manifesti e latenti) presenti nella prassi rappresentativa, significa porre rimedio al paradosso di questo modello di Democrazia in cui, il potere (Kratos) del Popolo (demos) è limitato alla scelta dei  suoi rappresentanti e la designazione della rappresentanza si traduce in essenza stessa della Democrazia.

Democrazia è invece [Concezione politica fondata sui principi della sovranità popolare, dell’uguaglianza giuridica dei cittadini, dell’attribuzione di diritti e doveri sanciti dalla costituzione…] non può limitarsi ad essere l’applicazione di un “artificio procedurale” destinato solo alla formazione di una maggioranza a cui affidare la sovranità. Un sistema realmente democratico deve connettere economia e politica, cittadini e istituzioni in un amalgama di rappresentanza e partecipazione, proprio come ci suggerisce Ginsborg.

Con tali premesse è di fondamentale importanza  quindi, considerare approcci in cui l’idea cardine sia una maniera nuova di pensare e realizzare la partecipazione del Cittadino alla vita democratica, modelli di democrazia partecipativa e democrazia deliberativa con forme di coinvolgimento attivo in questioni di rilevanza pubblica.

Sistemi di questa natura comportano la creazione di una dimensione in cui il Cittadino non risulta essere semplice appendice dei processi decisionali (appannaggio del livello politico-istituzionale) bensì, in forme e modalità che variano da caso a caso, (co) protagonista di tali processi. 

Dobbiamo intraprendere un processo per “democratizzare la democrazia, darle sviluppi tante volte promessi, complementare – non sostituire – le sue realizzazioni classiche e provvedere sbocchi diretti o indiretti alla loro crisi.” (U. Allegretti, 2009)

Per contestualizzare queste mie riflessioni, invito alla lettura della proposta di legge regionale n° 139 del 3 marzo 2014, presentata dal M5S e alla quale ho dato alcuni miei contributi. Legge che tratta “Norme sulla promozione per la partecipazione dei cittadini nell’elaborazione delle politiche regionali e locali” ferma in commissione per la sua discussione (che purtroppo non avrà luogo essendo la legislatura al termine).

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA E DELIBERATIVA – UN CONTRIBUTO ALLA “DEMOCRATIZZAZIONE DELLA DEMOCRAZIA”